Obiezione al decreto sicurezza

Obiezione al decreto sicurezza

Giovedì, 07 Febbraio 2019 08:43 Scritto da 

Atto di impegno alla resistenza civile e alla obiezione di coscienza al decreto sicurezza

Il Decreto sulla Sicurezza, il cosiddetto “Decreto Salvini” convertito recentemente in legge, è un testo che tradisce ripetutamente i principi di accoglienza e democrazia contenuti sia nella Costituzione italiana sia in vari trattati internazionali e contribuisce ulteriormente alla crescita di un clima di intolleranza e di ostilità verso i/le migranti, già ampiamente diffuso, dovuto ad un allarmismo ingiustificato rispetto a presunte invasioni, ai provvedimenti ed alle affermazioni istituzionali che hanno come punto base l’affermazione “prima gli italiani” e che insistono sulle misure di ordine pubblico, sulla difesa del cosiddetto decoro urbano, sulla restrizione dei diritti per chi viene da altri paesi.

Vengono così messe in pratica misure tendenti sia a porre ostacoli alle realtà di cooperazione e di solidarietà che mettono in atto esperienze di accoglienza e d' inclusione sia a ridurre i diritti di chi viene accolto, come già accaduto con il precedente governo (il Ministro Minniti fece accordi con la Libia, affinché le persone migranti non arrivassero in Italia, sapendo bene che sarebbero state rinchiuse in lager, torturate, ricattate, vendute come schiave, ed iniziò gli attacchi alle ONG che salvavano i naufraghi nel Mediterraneo).

Queste misure hanno avuto un ulteriore sviluppo peggiorativo con Salvini Ministro dell'Interno, attraverso la guerra a coloro che praticano iniziative di accoglienza, di inclusione, di solidarietà (oltre alle ONG, si colpiscono esperienze come quelle di Riace e di Vicofaro-Pistoia), ma ancora di più con il Decreto Sicurezza, ora divenuto legge, si annullano i permessi umanitari, si tagliano i finanziamenti al Sistema di Accoglienza sia per i CAS sia per gli Sprar, introducendo nuovi ostacoli per chi è in condizione di richiedere la cittadinanza italiana, attaccando, più in generale, il diritto di manifestare, permettendo l'uso di taser (pistole elettriche) anche da parte delle polizie municipali etc.

Le persone che sottoscrivono questo documento ritengono tutto questo intollerabile e dichiarano la loro volontà di fare resistenza civile e obiezione di coscienza a questo scellerato “Decreto sicurezza” nelle varie forme possibili , a partire da questi atti:

  • denunciare in tutte le forme le misure della Legge sulla Sicurezza contrarie alla Costituzione della Repubblica Italiana e operare affinché questa legge venga abrogata;
  • sostenere e praticare accoglienza e inclusione nei confronti dei/delle richiedenti asilo, dei profughi/e, che si troveranno per strada vista l’abrogazione del permesso umanitario e la limitazione delle attività delle strutture di accoglienza;
  • richiedere agli enti locali di non mettere in atto quanto previsto dalla Legge sulla Sicurezza in quanto palesemente incostituzionale, e di far pressione a loro volta perché tali norme vengano abrogate;
  • praticare la disobbedienza civile quando leggi, circolari, ordinanze confliggono, come sta avvenendo sempre più spesso, con il più elementare senso di umanità;
  • promuovere in tutte le forme possibili un'ampia e diffusa presa di coscienza e una conseguente mobilitazione popolare, antidoti forti e necessari contro il diffondersi del razzismo e dell'intolleranza;
  • ribadire la necessità di interventi che promuovano, a partire dalle scuole, una cultura antirazzista fondata sui principi fondamentali della nostra carta costituzionale.

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